Perchè evitare (spesso) di dare consigli alle persone quando non li chiedono

© Faber Visum / Dollar Photo Club

E’ proibito dare consigli quando la gente non li chiede. (Eduardo De Filippo)

Prosegue il viaggio nella complessa gestione dei rapporti con le altre persone. In questo articolo propongo un “tips” che personalmente mi ha aiutato in tante occasioni…

…evita di dare consigli alle persone quando NON te li chiedono!

Si lo so… questo contraddice un po’ il senso del blog, in cui fornisco anche consigli pratici sul miglioramento professionale e personale. Ma se stai leggendo – forse – sei interessato a ciò che ho da dirti… ti sei predisposto TU attivamente e positivamente per crescere. A differenza della massa, stai dimostrando una buona dose di apertura mentale. Complimenti!

Torniamo al succo del discorso, senza perderci in chiacchiere e convenevoli.

Quante volte hai fornito un consiglio a qualcuno e dopo ti sei trovato a pensare: “Glielo avevo detto, ma ha fatto lo stesso di testa sua ed ora si trova nei guai”?

Quante persone hai cercato di aiutare e ti sei sentito rispondere: “Grazie, ma non ho bisogno del tuo parere”? Casomai ti sei anche beccato un bel “vaffan…”!

Queste cose accadono spesso e dispensare consigli, senza le dovute cautele, rischia di incrinare ogni tipo di legame. Soprattutto quando vogliamo modificare il comportamento degli altri, per qualche motivo personale e NON altruistico.

Vediamo di seguito alcune delle motivazioni per cui è meglio “stare zitti”.

1. Gli altri non pensano secondo il tuo punto di vista e non sempre sono disposti ad accettare il nostro modo di vedere le cose, anche se a noi sembra il migliore. Ognuno pensa con la propria testa, esperienza, cultura e non esiste una verità assoluta. Non c’è un modo di vivere migliore di un altro e che vada bene per tutti.

Ricordo una mia amica il cui fidanzato aveva l’amante e lei lo sapeva. Mi chiedevo sempre perchè continuasse a starci insieme. Il mio “buon senso” di allora mi fece andare da lei, consigliandole di lasciarlo, perchè “non era giusto” che venisse trattata in quel modo.
La sua risposta mi lasciò di ghiaccio: “Tu cosa ne sai di quello che è giusto o sbagliato per me? Io lo amo alla follia e non lo lascerò mai, dovrà essere lui a lasciarmi, a me sta bene così!”. Non mi volle più vedere per mesi… finchè non fu lasciata e venne a piangere (anche) dal sottoscritto. Aveva il suo modo – per me assurdo – di vedere le cose, che semplicemente non coincideva con il mio. Siccome non ero stato interpellato, avrei dovuto  restare zitto.

2. Ci sono situazioni delle quali non abbiamo un quadro completo per fornire un parere: in casi come questi, rischiamo di essere fuori luogo (e fare brutta figura) nell’aprire bocca senza cognizione di causa o un’adeguata motivazione.

3. Le persone meno mature e poco elastiche mentalmente, non aperte alla crescita personale, accolgono con difficoltà i consigli degli altri: tendono a sentirsi denigrate piuttosto che supportate. E’ molto raro che una persona che non vuole farsi aiutare, ascolti un nostro consiglio. La maggior parte delle volte, un nostro parere (anche se a fin di bene) le pone sulla difensiva, ne ferisce l’orgoglio.

4. Non è facile usare la giusta dose di diplomazia ed empatia quando comunichiamo il nostro punto di vista, anche se abbiamo buone intenzioni. Serve inoltre delicatezza, soprattutto se il nostro interlocutore è una persona che sta attraversando un momento di debolezza psicologica. Interferire nella vita altrui è una questione molto delicata, attuabile sono in rari casi.

5.  Le persone non cambiano solo perchè glielo diciamo noi, lo fanno dopo aver “sbattuto i denti” contro un problema o quando hanno commesso qualche grosso errore. Per questo evitiamo di perdere tempo e fegato, perchè come dice il proverbio “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Teniamo la bocca chiusa se non riceviamo un’esplicita richiesta di aiuto: solo in tal caso abbiamo un interlocutore che intende essere supportato, pronto a modificare un eventuale comportamento “sbagliato”.

Ora goditi la libertà di analizzare quello che hai appena letto, decidi di accettarlo oppure no, valuta se è il caso di applicarlo alla tua vita. In definitiva è solo sulla tua pelle che puoi sperimentare la bontà o l’utilità di un consiglio come quello contenuto in questo articolo.

Dopotutto come disse il grandissimo Leonardo Da Vinci:

La sapienza è figlia dell’esperienza.

Ti è capitato di dare qualche consiglio, ma ti hanno risposto a brutto muso? Hai ascoltato e messo in pratica qualche dritta che si è dimostrata utile per la tua vita? Lascia un commento per condividere il tuo punto di vista o una tua esperienza. Grazie!

Per approfondire ti invito a leggere i seguenti libri:

“Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie
“Io sono OK, tu sei OK” di Thomas A. Harris

Ad maiora.


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